Riassunto della prima tappa

24 settembre 2009

La Rochelle, 13 setembre 2009… il giorno tanto atteso è finalmente arrivato e non sembra neanche vero! Ci stanno trainando fuori dal Bassin des Chalutiers, per iniziare la procedura di partenza. Mille preoccupazioni… sono 4 anni che lavoro a questa barca, avrò sistemato tutto? Sarà pronta per il grande salto? Beh dai, in fondo questa non è che la prima tappa, 1100 miglia poi una fermata a Madeira per sistemare eventuali problemi…
Sparano gli 8 minuti, poi i 4, 1 minuto e infine il via… tutti molto timorosi, non c’è questo gran casino e trovo un buco in cui infilarmi per dire di aver fatto una bella partenza! Molti quelli che preferiscono aspettare che gli esaltati davanti si scannino, per partire sereni senza il rischio di una collisione… Già perchè questo è il problema più grande a navigare soli su questi barchini.. poca manovrabilità, e sopratutto con la velatura che portiamo (boma basso e fiocco senza “finestre”) non si scorgono le barche sottovento. Sebastien Rogues, giovane bretone testacalda e secondo nella ranking dei mini di serie, cozza clamorosamente mure a sinistra contro Daniela Klein, quest’ultima fortunatamente non accusa grandi problemi, mentre Rogues è costretto a rientrarte in porto e laminare alla meno peggio il crashbox sfasciato a prua.
Passiamo il disimpegno con una mano alla randa e subito su Spi! Un accellerata ci fa partire subito in planata e questo vento ci spingerà fino a Madeira. Vento portante… non mi sembra vero, però comunque la “fregatura” è dietro l’angolo, infatti la meteo scaricata prima della partenza, coincide con il routage fatto da Bernot e annuncia fino a 40 nodi dopo il capo Finistère. Cala la prima notte e allontanandoci dalla costa l’onda aumenta, e comincio a realizzare di avere un problema… il pilota non tiene l’onda in poppa e continua a muoversi facendo fare un pericoloso slalom alla barca. Ma no dai, mi dico, sarà solo da bilanciare le vele… provo, rimetto pilota e scendo a prendere la pila frontale sottocoperta. È infatti calata la notte e mi preparo qualcosa da mangiare. Fiducia nel pilota? Mai più! Devo scappare fuori dalla barca a 4 zampe a causa di una straorza clamorosa, esco e mi trovo in un film dell’orrore: Barca sbandata su un fianco con quasi l’albero in acqua, randa con ritenuta bloccata sopravento, fiocco a collo e Spi che da delle “legne” allucinanti all’albero… Sparo lo spi mollando mura ma mi sbaglio e apro prima la drizza, miiiii… barca sempre in quella posizione, ma in più lo spi a mollo a 10 metri dalla barca, a mo’ d’ancora galleggiante… Mi fermo e mi chiedo come si fa ad uscire da un simile casino, la frontale mi era caduta nel casino generale e mi trovo in un groviglio di cime. Non so in che modo, ma riesco ad uscire da quell’incubo, chiaramente non prima di aver infilato lo spi nei timoni, con il coltello tra i denti cerco di salvarlo in ogni modo prima di ucciderlo a coltellate… ce la faccio e dopo un ora tutto è di nuovo quasi in ordine, senza rotture… via lo spi medio e su il piccolo. La notte continua più o meno bene, sono più lento, ma il pilota sembra ce la possa fare. La seconda notte un nuovo problema.. la pila a combustibile (che da energia) decide di piantarmi in asso, chiede un liquido di manutenzione che io gli verso, senza averla disconnessa dalla batteria e quindi lo risputa in sentina. Da oggi posso contare solo sui pannelli solari! Ma bene….
Il VHF mi consola e sento che anche gli altri attorno a me fanno dei numeri da circo con Spi, caramelle piloti e timoni. Si sentono già i primi ritiri e i primi che fanno rotta sulla Coruna per riparazioni. Davanti al Portogallo perdo il treno, il vento forte mi costringe perennemente al timone e il pilota diventa inutilizzabile. Sono stanco e per riposare devo ridurre tela e solo così posso contare su un pilota che invece di andare in rotta, fa uno slalom gigante, fortunatamente non troppo pericoloso… Quando sono al timone diventa difficile fare tutto, bere, prendere una barretta sottocoperta, una cerata, una regolazione alle vele. Sembra tutto impossibile. Davanti a Porto la situazione è memorabile…. raffiche fino a 35 nodi e vento costante tra i 28-30, in poppa grazie a Dio! La barca nella notte sfreccia a velocità mai viste e resta in planata anche per vari minuti di seguito, superando molte serie di onde. Sembra un piattello lanciato sull’acqua, i baffi ai lati sono alti 2 metri e non ci si bagna nemmeno da tanto vento c’è, gli spruzzi vemgono spinti avanti. Bellissimo e pericolosissimo allo stesso tempo…
Durante questi giorni di vento forte scopro che io e altri sciagurati possessori di Raymarine stiamo nelle medesime condizioni, mentre chi ha NKE sta sottocoperta a cucinare o riposare mentre la barca sfreccia a 14 nodi… due mondi diversi! Simone Gesi perde il pilota (completamente) la prima notte e deve stare alla barra in permanenza, il toscano, velista professionista e vincitore dello scorso Gran Premio d’Italia, è arrivato solo stamattina, ben 48 ore dopo di me e quasi 4 giorni dal primo… cosa vuol dire un pilota!!
Il vento ci molla solo a 300 miglia dall’arrivo e si tira il fiato, finalmente il mio pilota, torna alle condizioni mediterranee a cui era abituato. Poi calma piatta, 24 ore fermi e sembra di impazzire, continue manovre che ti stancano quasi più del ventone… Su Spi Runner, stramba, orza, giù Spi e su Code Zero, e via di nuovo da capo… non si avanza, 10 miglia in 24 ore, da piangere. Poi si riparte e le condizioni tornano non facili per il mio maledetto pilota. Poi si vede terra, Porto Santo e solo dopo averlo passato scorgo Madeira… arrivo di notte chiaramente e le ultime miglia sono la solita corsa con il fiato sul collo dell’inseguitore più prossimo… maledetto, non puoi passarmi sul finale! Una barretta PowerBar, una RedBull e sono carico e cattivo, mi butto in terra e l’aria cala… lo sapevo, rasento la costa con le ariette ed ad un certo punto mi accorgo dalle luci delle auto che illuminano la mia vela, di essere forse un po’ troppo vicino ad una costa sconosciuta, ci saranno pericoli? Speriamo di no… mi va pure bene e passo l’arrivo senza perdere posizioni. Il resto lo sapete, una bella accoglienza… 39esimo… non è un gran risultato, anzi piuttosto deludente, ma con quello che ho passato è più che dignitoso. Ricodo le parole di Sime alla Rochele (l’amico croato che ha partecipato lo scorso anno): “La prima tappa non conta nulla, scarti di 24 ore sono ridicoli se rapportati alla seconda, dove i distacchi sono di settimane…” Lui infatti con un proto era arrivato tra gli ultimi nella prima tappa e nella seconda è rimontato al 10mo posto. Speriamo! Ma ora pensiamo al pilota… Sto valutando con alcuni tecnici e preparatori le varie opzioni: la prima è di imparare a tarare nel miglior modo il Raymarine, visto che ci sono due proto che camminano forte che hanno la mia stessa configurazione. La seconda è di mettere un intelligenza NKE interfacciata con le componenti Raymarine… un po’ rischiosa a detta di molti nel senso che non ho la possibilità ed il tempo fisico di imparare e testare il tutto… entro stasera dovrei avere una risposta sulla linea da seguire… vi aggiorno!

Un saluto
Andrea


Comments

  1. Luciano - 24 settembre 2009 at 19:35 - Rispondi

    Caro Andrea, ho letto il resconto della tua prima tappa. Dopo di ciò che vuoi che ti succeda??!!
    Sei un grande!

  2. circolovelicolagodilugano - 24 settembre 2009 at 22:57 - Rispondi

    Eheheheheheh, forse ti andava meglio se prendevi una settimana di bolina come ti avevo pronosticato! Certo che per Gesi deve essere stato proprio un inferno… c’ha la scorza dura il maremmano!

    Simon

  3. samuele - 24 settembre 2009 at 23:19 - Rispondi

    Ciao Andrea,

    prima di tutto complimenti!!! Al di la della classifica c’è la soddisfazione di essersela cavata nonostante tutto. Ti abbiamo seguito giorno per giorno sul tracking e continueremo a farlo fino a Bahia, qui siamo tutti con te!

    Sam, Fabri, Cece, Alfred.

  4. Andrea Adrendalina ITA156 - 25 settembre 2009 at 18:21 - Rispondi

    sei un fenomenon!!!
    saluti agli altri!

    andrea ita156

  5. samuele - 25 settembre 2009 at 19:41 - Rispondi

    Ciao Andrea,

    qui facciamo tutti il tifo per te!!
    Massacrali nella seconda tappa!!

    Sam & Cece

  6. La Rosa dei Venti - 26 settembre 2009 at 23:26 - Rispondi

    Ciao Andrea,

    ti seguiamo e facciamo il tifo per te, infondo sei stato di famiglia per un inverno…..
    Continua a reagire e falli neri nel proseguimento della Transat
    Forza e buon vento

    x la rosa
    Roberto


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