In coda al plotone si soffre, in vetta si vola!

16 settembre 2009

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16 settembre – ore 7,00. Andrea si appresta a passare Cap Finisterre e finalmente, se vorrà, potrà tirare il fiato dopo 400 miglia di vento e onde avvicinandosi molto alla costa portoghese dove il vento è più leggero e il mare, si fa per dire, malleabile. Personalmente rimango dell’idea che per questa prima tappa sia bene andare pian-pianino, senza strafare, in modo da prendere le “misure” della barca, delle manovre, dei ritmi sonno/veglia, ecc. Anche perché è sicuramente nella seconda tappa che il Ginto del buon Rossi può fare miracoli passando velocemente le lacustri piatte equatoriali.

Se in coda al plotone si soffre, in vetta si vola! Francisco Lobato ha fatto il miracolo. Il portoghese che ci ha stupito ieri con un secondo posto assoluto, incredibile per una barca di serie (decisamente meno performante, sulla carta, dei proto), ha preso il comando della regate nelle acque tempestose ma familiari del Portogallo. Partito da La Rochelle insieme agli altri 85 concorrenti, tra cui 8 italiani, ha già percorso in poppa oltre 600 miglia in due giorni e mezzo attestandosi adesso a 490 miglia dal traguardo di Madeira. Secondo assoluto e al comando dei proto Henri Paul Schipman (Maison de l’avenir urbatys). Questa prima tappa della Transat650 (La Rochelle-Madeira-Bahia) ha un sapore forte di mare grosso e vento intenso (NE oltre i 30 nodi) che solo i palati marini hanno saputo “gustare”. Tra di loro anche gli italiani che nella categoria dei serie sono in tre tra i primi dieci. Riccardo Apolloni (Ma vie pour MAPEI), che già aveva espresso le sue doti di velista “quattro ruote motrici” durante la durissima Les Sables Les Açores del 2008, è quarto e primo degli italiani in assoluto, a 35 miglia da Lobato. Giancarlo Pedote (Prysmian) e Luca Del Zozzo (Corradi), separati da poche miglia, continuano a guadagnare posizioni attestandosi rispettivamente all’ottava e decima posizione. Andrea Caracci (Speedy Maltese), adesso tredicesimo, che guidava sino a ieri con il suo proto la carovana italica ha purtroppo perso molte posizioni scegliendo di navigare vicino alla costa meno ventosa. Perdono qualche piazza anche Luca Tosi (Golden apple of the sun) trentunesimo e Daniela Klein (Tacchificio Monti) trentaquattresima. Qualche problema di marinizzazione per Simone Gesi (Dagadà) quarantasettesimo. Gaetano Mura (GRF 91), ventinovesimo tra i proto, stenta anche lui a trovare il passo. Questi ultimi non dovrebbero avere dei guasti, forse, piuttosto pagano un ritardo di preparazione rispetto al resto dei connazionali, ma la regata è ancora lunga e avranno tutto il tempo per dimostrare le loro qualità.

A proposito di qualità riporto di seguito il commento sempre illuminante di Stefano Paltrinieri: “Mettiamo i puntini sulle I :se qualche tifoso da bar, disprezzasse le prove dei ministi che regatano oltre la metà del gruppo lo inviterei a cambiare registro.
Partire per una Transat650 è comunque un’impresa sportiva di prim’ordine.
Per almeno due anni devi pensare, sempre da solo, a mille aspetti organizzativi, tali da toglierti il sonno.
Regolamenti che cambiano, elettronica recalcitrante, la difficile Qualifica, miglia e miglia in regata, ore spese su piazzali caldissimi attendendo i comodi di gruisti e cantieristi, lunghi trasferimenti in auto, gli inevitabili imprevisti da affrontare sempre, ripeto, da solo……un’ Odissea!
Onore quindi anche a chi corona il suo sogno, anche non navigando tra i top.
A me piace pensare che, per esempio, Rossi non sia quarantesimo su cinquanta, ma che lo sia sulle centinaia di ministi che non osano partire, o di velisti che non osano comprare un mini…
parliamo comunque della crema del genere umano applicato alla vela!”.


Comments

  1. ennio - 16 settembre 2009 at 11:33 - Rispondi

    grande Andrea.
    Già essere lì con il suo piccolo “guscio di noce”, da solo! è una grande impresa; un’impresa che solo un super velista può pensare di intraprendere! Un’impresa altrettanto grande l’ha compiuta qualche mese fa la nostra Cristina Lombardi.
    Forza Andrea, buon vento!

  2. roberto - 17 settembre 2009 at 08:12 - Rispondi

    concordo…
    l’ultimo dei partecipanti alla minitransat è comunque un “primo” della classe.
    un sincero in bocca al lupo ad Andrea che si sta difendendo bene nonostante qualche piccolo problema alla barca (sul sito si leggeva ieri “Andrea Rossi a des problèmes de pilote mais tout va bien à bord”)
    bravi anche gli altri italini, e tra tutti bravissimo Apolloni..
    davvero entusiasmante LOBATO…
    che con un serie è davanti a tutti con medie da paura!!
    Buon vento Andrea

  3. liska ita 398 - 7 ottobre 2009 at 14:16 - Rispondi

    è vero cio’ che dice Paltrinieri , direi (senza voler essere blasfemo) sacrosanto!
    Forza Rossi !


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