Giornate frenetiche

6 settembre 2009

Si inizia al mattino con una lista di lavori da fare ed immancabilmente si arriva a sera che nemmeno la metà è stata completata. I controlli sono divisi in questo modo: vele, medico, bidone “Survie”, radio, carte e istruzioni nautiche, label bleu, classe Mini650. Per ogniuno di questi punti bisogna prendere appuntamento con una persona la quale dopo il primo incontro, indicherà le modifiche da effettuare o i documenti mancanti da procurare. Oltre a questi appuntamenti ci si mettono le classi scolastiche in visita sulle barche, a cui ogni skipper deve dedicare almeno un ora, rispondendo alle domande dei bambini e mettendo sulla propria randa un disegno da portare dall’altra parte dell’oceano. Poi bisogna pensare alla logistica per il ritorno, carrelli e invasi da smontare e caricare nei container, immancabilmente qualche seccatura da parte dell’organizzazione. Ricevo molti messaggi da parte di amici e parenti e non me ne vogliano se non rispodo quasi mai… ma il tempo è poco e a differenza di molti che hanno veri e propri “shore team” o solo amici che li aiutano sui pontili, io sono solo e devo pensare a tutto.
Uno che si prepara a questa regata dovrebbe avere la mente libera da preoccupazioni di ogni genere e pensare solo alla barca… io non riesco a trovare il tempo per sistemare cose che ancora non funzionano: UN sistema per ridurre il genoa dal pozzetto, trovare il modo per chiudere la balumina del genoa, infatti la veleria me lo ha sbagliato e con il punto di scotta cazzato a ferro, non c’è verso di chiudere la balumina.
Il momento peggiore poi sarà quando ci sarà il publico sui pontili, li allora è la fine!


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