Fastnet: Resoconto regata

22 giugno 2009

Che regata! Così diversa da quelle a cui sono stato abituato sinora… L’Atlantico è un campo di regata incredibilmente prevedibile, infatti una delle cose che mi ha stupito maggiormente è stata l’esattezza delle previsioni meteo su 5 giorni… In mediterraneo questo succede raramente.
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Siamo scesi in acqua alle 10:30 ed il segnale di partenza è stato dato a mezzogiorno. Poco vento, la baia di Douarnenez sembrava non volesse lasciarci uscire, chi si butta sulla destra del campo, chi sulla sinistra (noi), chiaramente il vento arriverà poi da destra… poco male, vuoi per le caratteristiche del Ginto a camminare bene nelle ariette, vuoi qualche salto di vento, riusciamo ad imbroccare il “Chanel du Four”, un bordeggio in mezzo ai sassi con una decina di nodi di vento e la corrente di marea a favore, che crea dei vortici sull’acqua. Guardo il GPS e stiamo bolinando a 9 nodi!!! Incredibile, speriamo solo di uscirne prima che cambi la marea. Ouessant ci ridossa e l’onda oceanica viene smorzata. sembra di essere sul lago, dopo qualche incrocio nei bordeggi, constato che l’albero finalmente è regolato bene e gli agguerriti Pogo2, tra cui il vincitore della Transat 2007, mi scadono in altezza! Sarà una magra consolazione perchè più avanti con condizioni più marine i ruoli si invertiranno.
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Arriva la notte e ci toglie il vento proprio ad inizio manica, in compenso una fastidiosissima onda incrociata fa sbattere le vele e non ci lascia avanzare… una prova di nervi! Ma l’alba porta il vento oltre al sole e udite udite, un vento portante! Su Spi grande! Attraversiamo quasi interamente la manica con una splendida velocità e qualche planata, poi il vento inizia a girare lentamente sul naso e siamo costretti ad ammainare lo Spi per lasciare posto al frullone. Il maledetto ci crea qualche problema e il bompresso rimasto troppo tempo preda delle onde, si infila nell’onda di prua e facciamo un salto con l’asta che ci provocherà la rottura della boccola in teflon su cui è montato il bompresso… attimi di sconforto… che facciamo? La regata è persa, inutile provare a riparare con questo mare! Ci ritiriamo? Non sia mai! Siamo venuti fin qua per arrivare al Fastnet e a costo di arrivarci a vele bianche, andiamo avanti! Fortunatamente in poco tempo il vento ruota ulteriormente, e non è nemmeno più situazione da frullone, boliniamo sul bordo con Genoa e randa pieni. In serata termina l’attraversamento della manica, passiamo infatti la punta della Cornovaglia (Land’s End) con il suo faro (Wolf Rock), che già questo mette i brividi, una torre alta su cui frangono le onde (e noi gli facciamo il pelo).
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La rotta ora non permette scelte tattiche, siamo tutti allineati in un lungo trenino che porta al….FASTNET. Ti passa un brivido nella schiena, quando con il cursore del GPS selezioni questo waypoint e gli dici “GO TO”. Le condizioni cominciano a peggiorare, come da briefing meteo ed il barometro scende, è sera diamo una mano alla randa, poi via il genoa, sale il solent e successivamente tre mani alla randa. Guardiamo la carta nautica: “portata luminosa del faro 28 miglia”…. siamo a 5 miglia e non si vede nulla! Sarà la pioggia battente, le onde altissime, ma del faro nessuna traccia. Passo il timone a Stefano e vado a “riposarmi”, passa qualche minuto e Stafano mi chiama… mi rivesto con la TPS, calda e asciutta ed esco in pozzetto. Mi giro verso prua e mi si gela il sangue… eccolo!
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È davanti a noi, grandissimo, imponente e minaccioso… sembra di essere in uno scenario del Signore degli Anelli le luci del faro tracciano una croce luminosa che ruota nel cielo nero, saturo di pioggia e spruzzi, si sente il rumore dell’onda che frange sulla roccia e l’occhio della lanterna a 80 metri d’altezza che guarda i Mini girargli attorno. Viriamo e mettiamo la prua a 140°… si torna a casa! Mi giro un ultima volta per guardarlo e penso che queste condizioni, renderanno il ricordo indelebile. Ore 07:00 con la precisione di minuti, le previsioni dateci si avverano, il vento ruota a poppa, cala di intensità e il cielo si libera… Spi grosso ed inizia l’impoppata più lunga della mia vita con un Mini650: 280 miglia di planate continue… iniziamo tesi e quando vediamo partire la barca in planata siamo combattuti tra la paura e la gioia, ma dopo un po’ ci si abitua a questo ritmo e surfare a 12 nodi è normale…

Entriamo in baia a Douarnenez con la stessa andatura e togliamo lo spi solo dopo aver tagliato la linea d’arrivo! Siamo 27esimi su 45 barche di serie. Non male considerato il livello dei partecipanti.
Grazie Stefano e grazie a tutti quelli che mi hanno permesso di arrivare sino a qua. Non è ancora la Transat, ma la seconda regata più impegnativa del circuito Mini650 e il Fastnet resta comunque per ogni velista il Capo Horn dell’emisfero Nord, e doppiarlo con un Mini è una bella prova!

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