ARRIVATO!

23 settembre 2009

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Cari amici, buongiorno! Le ultime 24 ore sono state di completo relax e recupero… L’arrivo a Funchal é stato bellissimo… ore 03:00, taglio la linea d’arrivo a Funchal, un po’ a fatica, visto cha la linea era all’interno del porto di Funchal e il vento era calato. Avevo un avversario che mi tallonava stretto e la paura che mi passase a qualche metro dall’arrivo mi ha fatto fare scelte anche azzardate… Simon sicuramente mi crede se dico di aver fatto il pelo alla costa ed essere passato in posti che di giorno non avrei mai avuto il coraggio di passare… una costa che non conoscevo, senza portolani o carte ma solo la speranza che i fondali seguissero la ripiditá delle scogliere… Chiaramente fino all’ultimo sotto Spi, al limite della straorza e con la paura che il vento se non fosse calato prima dell’arrivo, mi sarei sfracellato sulla diga foranea.
Poi dopo l’ultimo capo l’aria cala e taglio la linea con l’ultimo refolo d’aria e l’organizzazione suona il segnale d’arrivo. Subito dopo un gommone esce dal marina e mi prende a rimorchio… mi fanno i complimenti (penso, visto che erano in portoghese) e mi trainano al mio ormeggio… appena scorgo il villaggio della Transat650, sento una musica salire, che mi sembra di conoscere… Akuadulza di Davide Van De Sfroos, la canzone che ho scelto per la Transat e che suonano all’arrivo di ogni tappa. Emozionante, musica al massimo per ogni partecipante che arriva. Annabelle e Alexis e Michele mi fanno i complimenti per il completamento della tappa e mi portano subito a bere una birra che mi stramazza letteralmente al suolo… vado in barca e dormo qualche ora. Mi svegliano Gaetano e il Toso… e la festa ricomincia. Ogniuno racconta le sue disavventure e le situazioni spesso “apocalittiche” in cui si é trovato. Le ore successive di “recupero” hanno visto un abbondante pranzo e una cena a base di “carnazza” sulla pietra, oltre che a una notte di riposo in albergo. Abbiamo infatti affittato una camera in tre (io, Gaetano e Toso) e ci staremo per tutta la permanenza a Funchal. Stamattina dopo abbondante colazione, sono andato al villaggio della Transat650 dove avevo appuntamento per un massaggio. Ci trattano bene qui… abbiamo una massaggiatrice messa a disposizione dell’organizzazione e ci facciamo quindi viziare!
Ma torniamo alla realtà, si perchè la Transat650 non è mica finita, anzi a dirla tutta non è nemmeno cominciata… Questa prima tappa rappresenta un quarto del percorso ed era per lo più una prova. Il “bello” deve ancora venire.
Il mio scarso risultato è dovuto ad un problema non certo piccolo. Subito dopo la partenza, mi sono accorto che il pilota non funzionava come avrebbe dovuto. Il mio pilota è un Raymarine e solo il 20% della flotta lo monta. Gli altri hanno NKE come pilota principale, un pilota che costa uno sproposito e che però è molto performante nelle condizioni che si incontrano alla Transat650, vale a dire vento forte in poppa e onda formata. Io per motivi di costo ho optato per Raymarine e ora me ne pento amaramente. Raymarine è inutilizzabile in queste situazioni. Pensate che davanti al Portogallo, nell’impoppata a 30 nodi, i miei avversari hanno regolato le vele e poi si sono chiusi in cabina con la barca che andava come un proiettile a 14 nodi… io ho passato ore e ore e ore alla barra, fino allo sfinimento, poi per forza di cose mi toccava togliere tela e rallentare la barca per mettere il pilota che sottoinvelato rischiava meno di fare pazzie… andava avanti facendo lo slalom, ma per lo meno riuscivo a riposare qualche ora. Devo risolvere assolutamente questo problema, in quanto nella seconda tappa sarò misurato con condizioni simili per i primi 10 giorni nell’aliseo. Voglio essere più riposato e passare meno ore al timone. Riccardo Apolloni (che è arrivato quarto) mi ha detto di non aver mai preso la barra in mano dopo la partenza… il pilota NKE, ha timonato per tutta la tappa a velocità folli e sempre sovra invelato. Tra poco incontro Sylvain Pontu che dovrebbe farmi un preventivo per montare almeno un “cervello” NKE che funzioni con le componenti RAYMARINE già presenti, un calcolatore che mi garantisca di attraversare gli alisei, senza la paura di dover passare 10 giorni alla barra! Speriamo sia fattibile il montaggio.. i tempi sono stretti e devo pur provarlo prima di buttarmi nella seconda tappa!
Domani mattina scriverò un resoconto della regata dettagliato, ora devo scappare per organizzare i lavori al pilota.
Vi ringrazio di cuore per gli innumerevoli messaggi d’incoraggiamento che mi avete mandato e mi scuso se non ho potuto rispondere a tutti, ma il tempo è tiranno e i lavori da fare sempre molti!
Voglio inoltre ringraziare Simon, per aver redatto questo blog nei giorni in cui ero in navigazione. Ero certo di potermi fidare, oltre che un amico è giornalista per il Giornale della Vela e conosce i Mini, avendo navigato e regatato su Jrata dal 2005, in tutte le regate di qualifica. Dajè Simon!!

Domani vi racconterò anche della partenza e delle emozioni a uscire dal Bassin des Chalutiers… indescrivibili! Allego il link alla libreria immagini scattate da Martin Rakusa, venuto alla Rochelle per assistere alla partenza:

Départ Transat650, La Rochelle 13.09.2009

GRAZIE A TUTTI, a presto!
Andrea


Comments

  1. Sergio - 23 settembre 2009 at 13:35 - Rispondi

    Caro Andrea,
    ben arrivato. Dev’essere bellissimo ritrovarsi tra tanti amici dopo una così lunga galoppata in condizioni impegnative. Mi sono sempre chiesto cosa potesse esserci stato a trattenerti dallo scatenare il turbo; la risposta me l’hai fornita in questo blog e sono certo che la soluzione la troverai sicuramente, con la crapa dura che ti ritrovi…. Inutile dirti che al Circolo, e non solo, sei praticamente l’unico argomento di conversazione, ognuno esprime la sua ma tutti, incondizionatamente tifano per te.
    Riposati, ricarica le batterie e ripassa mentalmente i suggerimenti del dottor Stampi.
    Un abbraccio
    Sergio

  2. Federico, Sabrina e Nicolò - 23 settembre 2009 at 21:14 - Rispondi

    Ciao Andrea,
    grandissimo!!!! tutta la nostra stima per un grande risultato!
    L’obbiettivo è arrivare… no? 😉
    Noi ci siamo cmq emozionati tutti i giorni a vedere come andavi sulla mappa virtuale… bellissima!
    Buon riposo e buoni festeggiamenti 😉

    un salutone e un abbraccio,
    Federico, Sabrina e Nicolò

  3. Gianni Gaggini - 24 settembre 2009 at 07:43 - Rispondi

    CAro Andy, siamo felici di saperti arrivato, in porto e a riposo. Riposati e rifletti su quella grande cosa che hai fatto. Un grandissimo risultato. Anni di lavoro, di concentrazione e di fatica. Ma il più è fatto. Ora deve lavorare il mare e il vento e devono farlo bene! Che ti siamo amici come qui a terra ne hai tanti, che ti spingono e che ti aspettano. Per noi è già una enorme vittoria.
    PS
    Ti sei assicurato un rendita di pesto e di salva a vita.

  4. i genitori - 27 ottobre 2009 at 20:32 - Rispondi

    caro andrea,
    siamo molto contenti del tuo risultato e anche che sia andato tutto bene.
    per noi é un gran sollievo.
    aprofittiamo del tuo “blog” per ringraziare tutti i tuoi tanti amici del circolo velico di lugano e di quel “romanaccio”di simone.
    tutti ti hanno aiutato e sostenuto a realizzare il tuo sogno.
    grazie di cuore
    i genitori


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